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UX/UI design: i trend del 2024

31 Maggio 2024 UX Design

Perché adesso

È ormai tradizione diffusa e consolidata quella di annunciare con entusiasmante enfasi predittiva i trend di design verso la fine dell’anno, tra novembre e dicembre, o al massimo a gennaio, quando un nuovo anno è appena cominciato. Noi, però, abbiamo voluto fare qualcosa di diverso: aspettare qualche mese e arrivare esattamente a metà anno per valutare i trend effettivi di UX/UI design. Questo ci dà l’opportunità di concentrarci non solo su prospettive di sviluppo interessanti, ma anche su trend concreti ed effettivamente in corso, basati su osservazioni reali piuttosto che su previsioni speculative.

Il nostro approccio non pretende di essere scientifico, ma si basa sulla competenza di lunga data acquisita come designer, sempre alla ricerca di ispirazioni, che ci permette di costruire opinioni e punti di vista solidi. L’obiettivo è offrire ai nostri clienti non solo scelte stilistiche influenzate dalle mode passeggere, ma soluzioni di design concrete e allineate alle estetiche digitali contemporanee.

Giugno è indubbiamente un ottimo momento per fare il punto sul tema dei trend di design: siamo a metà dell’anno di lavoro, con molte cose già accadute e tante altre ancora da scoprire.

Foto di John Schnobrich su Unsplash

 

Un settore in continua evoluzione

Il settore dello UX/UI design è in continua evoluzione. Progettare prodotti funzionali ed esteticamente piacevoli non basta più e per stare al passo coi tempi è fondamentale conoscere le nuove tendenze. In questo articolo analizzeremo le più significative, a partire dalla grande protagonista: l’intelligenza artificiale.

Intelligenza Artificiale

Secondo Google Trends, il volume di ricerca di strumenti e software legati alla progettazione AI è aumentato del 1700% solo dal 2022 al 2023 ed è destinato a crescere nei prossimi anni. L’intelligenza artificiale sta trasformando il modo di lavorare di tantissime persone, in particolar modo di quelle che si occupano di web design.

L’IA, però, non viene utilizzata solo in fase di progettazione, spesso diventa parte integrante (seppur non immediatamente percepibile dagli utenti) dei prodotti digitali.

Piattaforme come Netflix, Youtube o Spotify, ad esempio, hanno sempre utilizzato algoritmi di machine learning per comprendere e prevedere il comportamento degli utenti e adesso, grazie al progresso dell’intelligenza artificiale, stanno raggiungendo livelli di precisione senza precedenti. In questo modo sono in grado far vivere agli utenti un’esperienza estremamente personalizzata.

Emotional design

Donald Norman, nel suo libro Emotional Design, ci ha spiegato già da tempo che progettare un prodotto usabile non basta. Prendiamo decisioni sulla base delle nostre emozioni, dei nostri desideri e di come ci fa (e ci farà) sentire un prodotto. Sono scelte che razionalizziamo, ma solo in un secondo momento.

Gli algoritmi di intelligenza artificiale sono in grado di identificare le nostre preferenze e di predire le nostre scelte, ma questo non basta. È necessario realizzare interfacce in grado di evocare emozioni positive e generare un maggiore coinvolgimento da parte degli utenti. Questo regalerà loro un’esperienza positiva che, con molta probabilità, ripeteranno.

Il design emotivo sarà dunque uno degli elementi fondamentali che differenzierà un buon design da un design eccellente.

Visualizzazione dei dati

Un altro modo che i brand stanno utilizzando sempre più spesso per rinforzare il legame con i propri utenti è la visualizzazione dei dati di utilizzo di un’applicazione.

I “wrapped” di Spotify, ad esempio, escono sempre in un periodo preciso (tra novembre e dicembre). Per gli utenti è un momento atteso in cui possono vedere il resoconto dei brani, dei generi, degli artisti e dei podcast che hanno ascoltato più spesso. Hanno grafiche estremamente curate e riconoscibili e sono condivisibili. Migliaia di utenti ogni anno le pubblicano sui social orgogliosi dei loro ascolti e questo rafforza la loro relazione con il brand.

Microinterazioni

Le microinterazioni sono dei piccoli feedback che il sistema restituisce agli utenti sotto forma di piccoli cambiamenti visivi nell’interfaccia come, ad esempio, il cambio di colore di un pulsante al passaggio del mouse.

Rendono l’esperienza utente più dinamica e coinvolgente e danno agli utenti una sensazione di maggiore controllo aumentando in loro il grado di soddisfazione e fidelizzazione.

Avital Santo, noto designer della piattaforma Wix, afferma che nel 2024 le microinterazioni saranno uno standard nella progettazione UX sia mobile che desktop e che tutto ciò che è statico ci farà sembrare l’interfaccia un po’ antiquata.

Tuttavia vanno utilizzate con parsimonia, utilizzarne troppe potrebbe rendere l’esperienza confusa e frustrante e aumentare notevolmente i tempi di caricamento della pagina web o dell’applicazione.

Bento box

Infine, tra i trend emergenti nel mondo del design UX/UI c’è la Bento Box (o Bento Grid), un approccio modulare alla progettazione delle interfacce che si ispira all’omonimo concetto giapponese delle lunch box, dei contenitori che hanno degli scomparti di diverse dimensioni per contenere porzioni di cibo variegate.

Nella progettazione digitale, le Bento Box sono delle griglie divise in moduli (generalmente 3×3 o 4×4) dedicati a elementi diversi dell’interfaccia utente. Questo approccio, organizzato e modulare, consente una migliore gestione dello spazio e una chiara disposizione dei contenuti.

Utilizzato dalla Microsoft già da diversi anni, deve ora il suo successo alla Apple che ha deciso di utilizzare per la prima volta una griglia con lo stile Bento nelle pagine di presentazione dei nuovi iPhone (a partire dal 14) per poi estenderla anche alle presentazioni dei suoi vari eventi.

Per concludere

Il lavoro degli e delle UX/UI designer è estremamente dinamico.

Gli utenti sono sempre più esigenti, ogni anno emergono nuovi trend e si diffondono (o vengono implementate) nuove tecnologie.

Ora più che mai è necessario realizzare esperienze personalizzate e coinvolgenti per costruire relazioni autentiche e durature con gli utenti. L’intelligenza artificiale, l’emotional design, la visualizzazione dei dati, le micro interazioni e nuove tecniche come la Bento box, al momento hanno un ruolo centrale in questa evoluzione.

Chiara Diana
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